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Tiroler Schützen
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I mwcgmwcwTiroler Schützen (mwdabersaglieri tirolesi o mwdqtiratori in mwdgitaliano, mwdwscizzeri o mweasizzeri nei mweqdialetti trentinicite-ref-1[1]) erano una mwfgmilizia, in parte formata da mwfwcoscritti in servizio attivo e in parte da una riserva di volontari da mobilitare all'occorrenza. Avevano compiti di difesa territoriale e operavano nel dominio asburgico della mwgaContea del Tirolo.cite-ref-autogenerato2-2-0[2] Nel 1871 vennero integrati nell'esercito regolare.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale gli iscritti ai poligoni di tiro al bersaglio, che venivano chiamati dalla popolazione trentina i mwhgbersaglieri (ossia i mwhwbersaglieri immatricolati, mwiaStandschützen in tedesco), furono mobilitati (combatterono con la divisa dei mwiqmwigKaiserjäger).cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Sciolti in conseguenza allo smembramento dell'mwlaImpero austro-ungarico, sono oggi ricordati da svariate associazioni mwlqfolcloristiche che si ispirano alla loro tradizione mantenendone il nome (mwlgmwlwSchützen, invece di mwmaTiroler Schützen).
Contents
• Note
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Antefatti
Anche nella mwrwContea del Tirolo è dimostrata la presenza, almeno dal mwsaXVI secolo, di una mwsqmilizia chiamata mwsgLandesverteidigung Tirols ("difesa territoriale tirolese"). Come tutte le (numerose) milizie del periodo era formata da personale non professionista, reclutato in luogo, e che era organizzato, almeno nei maggiori centri, in apposite associazione di mwswtiro a segnocite-ref-5[5].
Il Landlibell
Una codifica di questa milizia si ha in un trattato fra la Contea del Tirolo, il mwugprincipato vescovile di Trento e quello mwuwdi Bressanone tutti territori del mwvaSacro Romano Impero. Il trattato era conseguente alla politica di violenta usurpazione da parte dei conti del Tirolo, delle prerogative dei principati, cosa che aveva portato anche a conflitti armati. Col mwvqmwvgLandlibell (o anche "Libello dell'Undici") nel mwvw1511, garante l'imperatore mwwaMassimiliano I, furono definite le questioni di carattere militare. Venne istituita una milizia organizzata sul modello delle mwwqmwwgLandsturm, tipiche dell'area tedesca, costituite da truppe di "qualità" inferiore, adibite esclusivamente alla difesa del territorio.
• mwzgAufgebot (una sorta di mwzwmilizia quasi permanente): era suddivisa in unità di entità variabile. Dovevano essere disponibili in qualsiasi momento, attraverso una chiamata alla leva suddivisa su 5 livelli, venivano chiamati progressivamente 5.000, 10.000, 15.000, 20.000 uomini;
• mwaqmwagLandsturm (milizia di riserva): in caso di un'invasione tutti gli uomini validi sopra i 18 fino all'età di 60 anni dovevano essere richiamati alle armi attraverso il suono delle campane o l'accensione di fuochi di segnalazione. Le cinque chiamate vennero poi ridotte a tre.
Il mwbamwbqLandlibell prevedeva che le milizie fossero impiegate solo all'interno della Contea del Tirolo e dei due principati, e che nessuna guerra potesse essere iniziata senza l'approvazione dei contraenti. Tale norma era tuttavia mal formulata, in quanto avrebbe potuto creare importanti problemi di tipo logistico e tattico per la stabilità dell'impero. Inoltre poteva rappresentare un pericoloso precedente dato che l'Impero austro-ungarico era costituito da soldati provenienti da diverse nazioni. I problemi si verificarono effettivamente a seguito dell'introduzione del servizio di leva obbligatorio nel 1807, che fu una delle cause dell'insorgenza tirolese.
Le armi in generale dovevano essere procurate dall'mwbwarmeria di mwcaInnsbruck, che forniva armi e attrezzi vari. Ciò comportò quindi anche il diritto ad ognuno di portare un'arma con sé per protezione. Originariamente solo un terzo dei membri era dotato di armi da fuoco, il resto doveva armarsi con lance, pale, assi e zappe.
L'arciduchessa austriaca mwcgClaudia de' Medici, nel mwcw1636, introdusse una riforma al sistema difensivo territoriale previsto dal mwdaLandlibell, sostituendo le tre chiamate alla leva con una "milizia territoriale" di 4 mwdqreggimenti di circa 2.000 uomini tra i 24 e i 45 anni. Ogni reggimento era formato da 6 mwdgcompagnie.
Nascita degli Schützen (1704)
Durante il regno dell'imperatore mweqLeopoldo I, nel mweg1704, il mwewLandlibell venne emendato. Furono costituite 12 compagnie di tiratori scelti o tiratori al bersaglio (gli equivalenti dei mwfabersaglieri): gli mwfqSchützen, che avevano la caratteristica di essere obbligati ad allenarsi costantemente presso i mwfgpoligoni di tiro o casini di bersaglio presenti sul territorio.
Il corpo degli mwgaSchützen venne quindi fondato ufficialmente durante il regno dell'imperatore Leopoldo I d'Asburgo nel mwgqXVII secolo, mentre quella che prima era la milizia territoriale (mwggLandsturm) veniva sostituita con gli "mwgwSchützen territoriali" o mwhaScharfschützen, un corpo che si poneva accanto agli mwhqSchützen sopra descritticite-ref-autogenerato2-2-1[2] e che veniva chiamata in servizio attivo solo in caso di necessità.
La milizia fu mobilitata per la prima volta nel 1705 a causa della mwiwguerra di successione spagnola. Nell'occasione respinse truppe francesi e bavaresi a Pontlatzer Brücke nei pressi di mwjaLandeck. A seguito di questo successo, la milizia fu incrementata: gli uomini fra i 18 e i 40 anni erano mobilitati nelle compagnie di tiratori (mwjqSchützen), quelli fra i 40 e i 60 di riserva, nella milizia territoriale (mwjgLandsturm). Erano tenuti ad esercitarsi al tiro tutte le domeniche, eleggevano i loro capitani e non potevano essere impiegati al di fuori del Tirolo.
Epoca napoleonica
Il corpo degli mwkqSchützen fu impegnato in combattimento durante l'mwkgepoca napoleonica.cite-ref-schutzen-8-0[8] Le vicende di questo periodo sono state riviste nel corso del XIX secolo, in chiave idealizzata e celebrativa, secondo i canoni del mwlwnazionalismo romantico, venendo presentate come una rivolta di carattere eminentemente patriottico, e sottacendone la natura controrivoluzionaria e anti-illuminista.
Le compagnie erano aumentate a 46 nel 1796 e a 94 nel 1797.
Poiché le milizie tirolesi non portavano uniforme, gli uomini fatti prigionieri dai francesi venivano fucilati. I francesi li ritenevano "non al pari di una vera e propria milizia bensì come gruppi di partigiani, insomma una specie di franchi tiratori volontari, che si permettevano di sparare al di fuori di regole di combattimento codificate".cite-ref-schutzen-8-1[8]
I tirolesi adottarono allora una sorta di uniforme a partire dal 1799: pur rimanendo di fogge differenti, le uniformi da questo momento in avanti, adottarono in comune un colletto verde, polsini e coccarda verdi e bianche.
La campagna d'Italia
Il 2 marzo 1796 mwoqNapoleone Bonaparte assumeva il comando dellmwog'mwowmwpaArmée d'Italie ed iniziava così la mwpqCampagna d'Italia del 1796-1797.
Sconfitto il mwpwRegno del Piemonte, con l'mwqaarmistizio di Cherasco Napoleone si garantiva il libero accesso verso il Ducato di Milano, che era all'epoca un possedimento degli mwqqAsburgo, dal quale gli asburgici furono rapidamente estromessi. Per rallentare l'avanzata napoleonica violarono la neutralità della mwqgRepubblica di Venezia e si attestarono nelle mwqwfortezze del Quadrilatero. A fine maggio tuttavia, detenevano solo Mantova, che fu mwraposta sotto assedio.
Fu sul controllo di quest'ultima mwrgpiazzaforte che dipesero le sorti di tutta la campagna d'Italia.
La campagna di von Wurmser (agosto 1796)
Temendo di esser cacciato fuori dall'Italia, il mwtgSacro Romano Impero inviò rinforzi in mwtwTrentino, al comando del feldmaresciallo mwuaDagobert von Wurmser, per sferrare un'offensiva contro l'Armata d'Italia e rompere l'assedio alla mwuqfortezza di Mantova. A fine luglio gli imperiali passarono all'attacco scendendo, divisi in varie colonne, lungo i due lati del mwuglago di Garda; il generale Bonaparte resosi conto del pericolo, tolse l'assedio da Mantova, e con tutte le sue forze andò incontro al nemico, che sconfisse separatamente; il 3 agosto nella mwuwbattaglia di Lonato (mwvaPeter von Quosdanovich) e il 5 agosto nella mwvqbattaglia di Castiglione (von Wurmser).
mwyqVon Wurmser, duramente sconfitto, si ritirò a mwygTrento, dove riorganizzò le sue forze. Fece quindi un nuovo tentativo di raggiungere Mantova, questa volta attraverso la mwywValsugana.
Nel 1796 gli mwzqSchützen erano nel Corpo Tirolese ai comandi del generale Paul Davidovich, che fu impegnato in battaglie con alterne fortune.
La guerra in Trentino
Al generale mw0aPaul Davidovich fu assegnato il compito di difendere Trento e la Valle dell'Adige, ma il 4 settembre fu sconfitto da Napoleone e De Vabois nella mw0qbattaglia di Rovereto e dovette ritirarsi a nord permettendo ai francesi di occupare Trento e di insediarsi a mw0gLavis (allo sbocco della mw0wVal di Cembra). Qui fu lasciato un distaccamento al comando di De Vabois: nel mentre Napoleone col grosso delle forze si lanciava all'inseguimento do von Wursmer che l'8 settembre fu sconfitto nella mw1abattaglia di Bassano. Gli austriaci furono così tagliati fuori dalle proprie linee di rifornimento, mw1qvon Wurmser riuscì a raggiungere Mantova dove il 15 settembre venne accerchiato; i francesi ripresero l'assedio della fortezza. La sua presenza aggravò la situazione degli assediati a cui difettavano i rifornimenti.
La campagna di von Berberek (ottobre, novembre 1796)
Dopo gli sviluppi di settembre, si aprì un limitato periodo di tregua rotto dalle vittorie austriache sul fronte del Reno che permisero al consiglio aulico, dopo il 2 ottobre 1796, di inviare nuove truppe in Italia.cite-ref-9[9]
L'armata francese intanto, con 14.000 malati e 9.000 uomini acquartierati attorno a Mantova su un totale di 41.400 effettivi, venne posizionata da Napoleone in modo tale da prevenire nuovi attacchi austriaci: la divisione di mw4wde Vaubois (circa 10.000 uomini) si schierò a mw5aLavis nella valle dell'Adige, allo sbocco della mw5qVal di Cembra per bloccare gli accessi al lago di Garda. Masséna occupò Bassano del Grappa; a capo della guarnigione assediante Mantova fu messo Kilmaine, essendo Sérurier ancora ammalato, mentre il quartier generale si insediò a Verona, affiancato dalla divisione di Augereau in qualità di riserva. Ad ottobre i francesi dovettero occuparsi anche degli stati italiani, capeggiati dal papa, che cospiravano per una loro cacciata dalla mw5gpenisola italiana. Per tutta risposta il mw5wDucato di Modena e Reggio venne occupato, a Genova fu installata una base militare, e il 10 ottobre il papa venne isolato con la firma di un trattato franco-siculo-napoletano.cite-ref-10[10] Il 15 ottobre nacque inoltre a Milano la mw7aRepubblica Transpadana, subito seguita dalla mw7qRepubblica Cispadana con cui si fuse nel giugno 1797 per dar vita alla mw7gRepubblica Cisalpina.cite-ref-11[11]
Con 46.000 soldati, il nuovo comandante in capo austriaco, mw9aJoseph Alvinczy von Berberek, e mw9qPaul Davidovich erano, verso la fine di ottobre, pronti per passare all'offensiva. I loro obiettivi erano innanzitutto Trento e Bassano del Grappa, quindi l'esercito, diviso inizialmente in due colonne, si sarebbe riunito a Verona, da dove avrebbe proseguito per Mantova. Vennero messi in moto meccanismi per illudere Napoleone che l'unica minaccia fosse stata rappresentata dai 28.000 uomini di von Berberek marcianti su Bassano, sperando che al momento opportuno un attacco di Davidovich su Trento avrebbe mandato in panico l'armata d'Italia.cite-ref-12[12]
Quando le colonne austriache si misero in marcia ai primi di novembre, von Berberek si rallegrò del fatto che Bonaparte spostò de Vaubois a Trento per eliminare le, secondo lui, deboli unità nemiche in avanzata; tuttavia, quando giunsero ai francesi i primi rapporti sulle ricognizioni risultò più chiara a Napoleone l'entità del nemico. Egli cambiò quindi immediatamente i suoi piani ordinando a Vaubois di tenere il più possibile la posizione fino a quando non fosse stato sconfitto von Berberek.
La colonna al comando di Davidovich, forte di 10.000 effettivi, attaccò mwaqide Vaubois il 2 novembre a mwaqmCembra.cite-ref-n26-13-0[13] De Vaubois fu costretto ritirarsi a sudcite-ref-n26-13-1[13] e perdette in 5 giorni 4.400 soldati e 6 cannoni mentre gli austriaci contarono 2.000, tra morti e feriti gravi, e 1.500 prigionieri;cite-ref-ds127-14-0[14] riusci a fermare l'avanzata di Davidovich a mwaraRivoli Veronese.
Von Beberek il 6 novembre, era riuscito a respingere mwarkAndrea Massena sia a mwaroFontaniva che a Bassano del Grappa rinvigorito anche dalla presa di Trento e Rovereto che Vaubois non era riuscito a difendere. Di fronte a questa situazione, Napoleone ordinò a Masséna ed Augereau di mettersi in una posizione più sicura dietro l'Adige, e prelevò due brigate da Mantova per rinforzare le unità di Vaubois.cite-ref-15[15] L'inspiegabile inattività di Davidovich riscontrata il 7, 8 e 9 novembre incoraggiò Bonaparte a tentare un attacco al fianco destro di von Berberek con 13.000 uomini, il 12 novembre, a mwar8Caldiero, mwasarisoltosi con una sconfitta.cite-ref-16[16] L'ultima possibilità di evitare il ricongiungersi delle armate austriache con una conseguente probabile perdita delle conquiste italianecite-ref-17[17] era quella di battere, con gli ultimi 18.000 soldati di Augereau e Masséna, i 23.000 di von Berberek in una battaglia decisiva. Napoleone mise in piedi un piano per prendere mwaskVillanova di San Bonifacio, sperando così di ingaggiare battaglia con von Berberek nella zona paludosa tra i fiumi mwasoAlpone e Adige vanificando la superiorità numerica austriaca.cite-ref-18[18]
Il 14 novembre le avanguardie di von Berberek giunsero in vista di Villanova. Dal 14 al 15 novembre infuriò la decisiva mwatabattaglia di Arcole, sconfitto, von Berberek ordinò la ritirata su mwateVicenza a tutto l'esercito.cite-ref-19[19] Anche Davidovich venne quindi respinto e dovette ritirarsi a Trento.cite-ref-0-20-0[20]
A prezzo di 4.500 morti in tre giorni di combattimenti, Napoleone aveva definitivamente stroncato il tentativo di von Berberek di riunirsi con Davidovich. Con 7.000 uomini in meno, morti ad Arcole, von Berberek riuscì a malapena a ritornare a Trento.cite-ref-0-20-1[20]
Gli ultimi sforzi austriaci sarebbero stati resi vani nella successiva mwauabattaglia di Rivoli a cui seguì dopo alcuni giorni la caduta di mwaueMantova, determinando di fatto il completo possesso francese dell'Italia settentrionale.
Spedizione del Tirolo (1797)
Nel febbraio del 1797, Bonaparte aveva pertanto assunto il controllo militare di tutta l'Italia, con l'eccezione del nord-est. Decise pertanto di muovere verso il mwauoFriuli e da qui, portare la guerra direttamente in Austria, ove sferrare il colpo decisivo al mwausSacro Romano Impero.
Al generale mwau0Joubert fu dato ordine di attraversare la mwau4Contea del Tirolo con un mwau8corpo d'armata partendo dal Trentino per poi ricongiungersi al grosso dell'esercito napoleonico nei pressi di mwavaVillaco. In tale occasione l'esercito asburgico e gli mwaveSchützen diedero risultati deludenti perdendo tutte le battaglie coi francesi.
Dopo ripetute vittorie Joubert giunse nei pressi di mwavmVipiteno giungendo a minacciare mwavqInnsbruck. Tuttavia, essendo ormai in atto la mobilitazione generale degli mwavuSchützen, Joubert ritenne prudente fortificarsi a Bressanone dove fu nuovamente attaccato dagli avversari (che vennero nuovamente sconfitti). Da qui si mise in marcia in direzione di mwavyVillaco, marciando attraverso la mwavcval Pusteria e la mwavgvalle del Gail, invano contrastato dagli mwavkSchützen, per raggiungere quindi il grosso delle truppe francesi, come previsto dagli ordini ricevuti.cite-ref-21[21]
Il successivo mwav8trattato di Campoformio confermò il dominio asburgico tanto sul mwawaPrincipato di Trento, quanto sulla mwaweContea del Tirolo. Gli Asburgo dovettero però rinunciare alla Lombardia, ottenendo per contro il territorio della mwawiRepubblica di Venezia, che cessò di esistere.
Seconda e terza e coalizione
Nel mwawk1798 gli Asburgo parteciparono alla guerra della mwawoseconda coalizione contro la Francia, ma furono sconfitti in modo decisivo nella mwawsbattaglia di Marengo.
A conclusione della guerra della mwaw0terza coalizione fu firmata la mwaw4Pace di Presburgo (mwaw81805): i territori della mwaxaContea del Tirolo e del mwaxePrincipato vescovile di Trento vennero ceduti al neocostituito mwaxiRegno di Baviera (gennaio mwaxm1806), il cui trono era stato dato a mwaxqMassimiliano Giuseppe I Wittelsbach. Nel 1804 gli Asburgo assunsero la corona del nuovo mwaxuImpero d'Austria.Nel 1806 venne sciolto il Sacro Romano Impero.
L'insorgenza tirolese del 1809
Nel 1809 la mwaycBaviera venne coinvolta nella guerra della mwaygquinta coalizione a fianco della Francia napoleonica e contro l'Impero d'Austria. Fu in questo contesto che scoppiò un'insurrezione in Tirolo.
I principi della mwayoRivoluzione francese si erano fatti strada anche nella legislazione bavarese e in particolare nella mwaysCostituzione, promulgata il 1º maggio mwayw1808. Le riforme che culminarono nella suddetta costituzione garantirono l'affermazione di principi di uguaglianza e di libertà: una modernizzazione del sistema giudiziario e finanziario, l'abolizione dei privilegi nobiliari, fra cui il diritto dei proprietari terrieri di giudicare i loro contadini personalmente, l'equiparazione dei protestanti e degli ebrei e il divorzio. Contenevano però anche norme anticlericali. Nel Tirolo vi era un preesistente malcontento conseguente alla crisi economica europea (conseguenza del mway0Blocco continentale) a cui si aggiunse un fermo rifiuto all'introduzione della mway4leva obbligatoria. Ulteriori resistenze suscitarono i provvedimenti per la limitazione dell'influenza della Chiesa, (divieto della messa di mezzanotte, di processioni e pellegrinaggi, recita del rosario, ecc.). Il fattore determinante per lo scoppio dell'insurrezione fu tuttavia il fanatismo religioso di padre mway8Joachim Haspingercite-ref-treccani-it-22-1[22] e i suoi appelli all'immediata rivolta contro l'obbligo di vaccinazione contro il vaiolo (introdotto nel 1807cite-ref-23[23]), in quanto "non spetta agli uomini immischiarsi in questa maniera con i piani di Dio" ("mwazgda es den Menschen nicht zustehe, sich auf diese Weise in Gottes Plan einzumischen"). I tirolesi inoltre erano convinti che la vaccinazione fosse una creazione diabolica, tramite la quale veniva iniettato il protestantesimo.cite-ref-1-24-0[24] L’obbligo della vaccinazione provocò violenti tumulti nel Tirolo propriamente detto. La rivolta aveva quindi connotati antimodernisti e antiiluministi.cite-ref-1-24-1[24]cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]
mwaboAndreas Hofer, un oste e commerciante di bestiame della mwabsval Passiria aveva avuto dall'arciduca mwabwGiovanni d'Asburgo-Lorena l'incarico di fare scoppiare la rivolta, e ne assunse il comando. Fra gli insorti militavano svariati mwab0Schützen.cite-ref-31[31]
Gli insorti comandati da Hofer si resero protagonisti di alcuni scontri minori a Bergisel nei pressi di Innsbruck. Il 25 maggio del mwacm1809, nonostante il comando approssimato di Hofer, riuscirono ad arrestare e sconfiggere le truppe franco-bavaresi nella mwacqprima battaglia di Bergisel. Pochi giorni dopo, il 29 maggio vi fu la seconda battaglia di Bergisel, ma le truppe bavaresi vennero nuovamente sconfitte.
Le sorti della guerra furono decise altrove, in particolare con la mwacyBattaglia di Wagram (5-6 luglio 1809); l'impero austriaco fu definitivamente sconfitto e costretto a ratificare il mwaccTrattato di Schönbrunn. Il territorio del Tirolo e dei principati vescovili fu così suddiviso: mwacgTrentino e la mwackBassa Atesina andarono al mwacoRegno Italico, l'alta mwacsval Pusteria al mwacwRegno Illirico ed il resto alla mwac0Baviera. Il trattato fu suggellato con le nozze fra Napoleone e la figlia dell'imperatore d'Austria: mwac4Maria Luisa.
Nonostante la pace la ribellione proseguì, questa volta anche contro lo stesso Imperatore. Il 13 agosto Andreas Hofer sconfisse ancora una volta le truppe bavaresi e francesi, nella terza battaglia di Bergisel, occupando Innsbruck. Hofer salutò la popolazione: "Tutti quelli che vogliono essere miei compagni d'arme, devono combattere da valorosi, onesti e bravi Tirolesi per Dio, l'imperatore e la patria". Non parlò di libertà. Il suo breve governo represse le libertà civili e costrinse i protestanti e gli ebrei, ma anche le donne, a tornare al loro solito ruolo di emarginati. Nel suo "mandato sul buoncostume" si legge: "Molti dei difensori della patria sono adirati perché le donne si coprono il petto e le braccia troppo poco o con veli trasparenti e in tal modo provocano stimoli peccaminosi, che devono dispiacere altamente a Dio".cite-ref-32[32] Case e negozi degli ebrei e degli orologiai della città vennero saccheggiati. Anche diversi studenti, solo perché abitavano presso ebrei, nonostante avessero cercato di dimostrare di essere cattolici, vennero trattati come ebrei e derubati.cite-ref-33[33]
L'insorgenza coinvolse anche il mwad8Cadore dove, nell'agosto del mwaea1809 gli mwaeeSchützen guidati da Giuseppe Hirschstein e da Ferdinand Anton von Oulerich barone di Luxheim, si resero protagonisti di ripetute scorribande in quelle zone, con violenze, incendi di abitazioni e saccheggi ai danni della popolazione locale.cite-ref-1-24-2[24]cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]
La restaurazione
Nel 1815 la restaurazione vede la definitiva soppressione del Principato vescovile di Trento e di ciò che rimaneva del Principato di Bressanone. Il Trentino pertanto perde il suo mwafastatus di semindipendenza e viene incorporato formalmente nella Kronland del Tirolo. Successivamente, con l'avvento dei moti nazionalistici filogermanici e filoitaliani, dalla metà del secolo, vennero ad acuirsi i contrasti con Innsbruck.
La riforma del 1871: Landesschützen e Standschützen
Nel 1867 con lmwaf0'mwaf4mwaf8Ausgleich venne ridefinito l'assetto della monarchia asburgica con la nascita della duplice monarchia, l'mwagaImpero austro-ungarico. Nel 1871 vi fu una riforma delle forze armate e della mwageleva militare e fu creata la mwagimwagmKaiserlich-königliche Landwehr, che era principalmente una milizia territoriale utilizzata per difendere il territorio della mwagqCisleitania (la parte austriaca della duplice monarchia), ma poteva essere impiegata anche in attacchi frontali e operazioni militari. La permanenza era di due anni e vi erano ammessi gli uomini provenienti dalla riserva di reclutamento, ma ricevevano anche un contingente annuo, rappresentato dagli esuberi all'aliquota incorporata nell'esercito attivo. Comprendeva quindi dei vecchi soldati reclutati dal contingente annuo che dovevano fare due anni di ferma.
In questa occasione gli mwagySchützen cambiarono radicalmente la loro natura. Da milizia (formata da civili che solo in caso di bisogno potevano essere richiamati) divennero un vero e proprio corpo militare nell'ambito della mwagcLandwehr.
Landesschützen
Furono creati 10 battaglioni di mwagsTiroler Landesschützen (mwagwBersaglieri provinciali), che vennero quindi trasformati nel 1893 nei reggimenti:
• mwag8mwaha1º Reggimento k.k. Landesschützen "Trient" con sede a mwaheTrento;
• mwahmmwahq2º Reggimento k.k. Landesschützen "Bozen" con sede a mwahuBolzano;
• mwahcmwahg3º Reggimento k.k. Landesschützen "Innichen" con sede a mwahkSan Candido.
Nel corpo dei mwahsLandesschützen prestavano servizio di due anni i giovani tra i 20 e i 32 anni.
Standschützen
Inclusi nel mwajeLandsturm vi erano gli mwajiStandschützen (mwajmBersaglieri stanziali), membri di associazioni che avevano sede presso un poligono di tiro. Questi gruppi erano composti da i giovani con meno di 18 anni, dagli anziani e dagli inabili al servizio militare.cite-ref-eisterer-steininger-37-1[37] Il regolamento dei poligoni di tiro del 1913 attribuiva agli mwajgStandschützen il compito di addestrarsi per la difesa del territorio. Si trattava quindi di un corpo che rassomigliava alla precedente milizia.
Gli mwajoStandschützen si vestivano con costumi tipici, e avevano un ruolo sociale nella vita delle comunità, organizzando sfilate e celebrazioni. È a costoro, più che agli mwajsLandesschützen, che si ispirano le associazioni mwajwmwaj0Schützen contemporanee.
Gli mwaj8Standschützen eleggevano fra di loro i sottufficiali ed il capitano, avevano una propria bandiera ed il nome del gruppo era quello del luogo dove aveva sede il poligono di tiro. In tempo di pace dovevano partecipare almeno a quattro esercitazioni di tiro all'anno.
Per rivitalizzare la tradizione degli mwakeStandschützen, quasi scomparsa ovunque fino agli anni settanta, il governo tirolese investì in discorsi politici e in generose sovvenzioni finanziarie. Tuttavia "... mwakila rinascita dei corpi di tiratori volontari non era mai scesa al di sotto di una certa linea geografica: in parte a causa della povertà dei contadini trentini, in parte per uno strisciante senso di sfiducia delle gerarchie militari, gli Schützen di lingua italiana erano cresciuti di poco. Con l’amaro risultato, tra l’altro, che i giovani del Tirolo italiano entravano nei lontani reggimenti delle armate regolari austriache in numero maggiore dei loro coetanei settentrionali."cite-ref-38[38]
Durante la guerra si arruolarono negli mwakgStandschützen volontari di età inferiore ai 20 anni o superiore ai 50 anni. Nel corso del primo conflitto mondiale le compagnie furono raggruppate in battaglioni.
Prima guerra mondiale
L'Italia dichiarò guerra all'impero austro-ungarico il 23 maggio mwale1915, provocando la mobilitazione generale delle formazioni degli mwaliStandschützen che furono integrati nella mwalmLandwehr e dislocati nelle zone del fronte dolomitico e nelle retrovie. Parteciparono attivamente alla guerra in montagna: la cosiddetta mwalqGuerra Bianca.cite-ref-39[39]
Una situazione particolare si venne a creare nelle regioni popolate dai cosiddetti italiani d'Austria dove i giovani in età per il servizio militare furono chiamati dall'mwaloimpero austro-ungarico alla leva obbligatoria. Tra questi vi furono coloro che scelsero di disertare e arruolarsi come volontari nell'esercito italiano, combattendo per la causa mwalsirredentista. Figure come mwalwCesare Battisti, mwal0Damiano Chiesa e mwal4Fabio Filzi furono tra le più rappresentative, in questo senso durante il periodo bellico. Tuttavia nel mwal8ventennio successivo tali martiri furono utilizzati dalla mwamapropaganda fascista e coloro che seguirono i loro ideali (o semplicemente la chiamata alle armi) schierandosi per una parte o per l'altra vennero chiamati, a seconda dei casi, traditori o fedeli alla loro terra. Un caso particolare fu quello di mwameBruno Franceschini, probabilmente coinvolto suo malgrado nell'episodio della cattura di Battisti e Filzi e considerato dalla propaganda post-bellica un rinnegato.cite-ref-40[40]cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]
Scioglimento del corpo
La sconfitta dell'impero austro-ungarico causò la fine della monarchia asburgica e, di conseguenza, nei termini del regolamento di difesa territoriale, gli mwanuSchützen cessarono di esistere, ma sopravvissero come associazioni private di tiro al bersaglio. Le compagnie non erano un puro e semplice luogo di addestramento militare, ma divennero col tempo anche dei nuclei di aggregazione sociale, la cui tradizione si volle perpetuare anche dopo lo scioglimento del corpo. Furono vietate in Italia con l'avvento del mwanyfascismo; invece in Austria, con l'avvento del mwancnazismo (1938), le associazioni vennero mantenute e dettero un largo appoggio al regime.cite-ref-44[44]
Note
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Collegamenti esterni
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• mwbai(DE) Südtiroler Schützenbund (Federazione degli Schützen sudtirolesi), su schuetzen.com.
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• mwbagIl Tirolo e gli Schützen - Dio, patria e famiglia, Ministero della Difesa, Storia Militare di Ten.Col. Giovanni Vultaggio (PDF), su difesa.it.
• mwbaoI bersaglieri e le vivandiere tirolesi di monsignor Lorenzo Dalponte, su dalpontelorenzo.blogspot.com.